Tumore alla vescica Palermo: Sintomi, Diagnosi e Prevenzione
Il testicolo ritenuto, conosciuto con il termine criptorchidismo, è una delle anomalie congenite più comuni dell’apparato genitale maschile. Riguarda in special modo i neonati, ma, anche se raramente, può presentarsi in età adulta. Il massimo esponente Cura e trattamento del testicolo ritenuto a Palermo è il Dott. Danilo Di Trapani.
Dott. Di Trapani specialista nella cura e trattamento del testicolo ritenuto a Palermo
Il Dott. Danilo Di Trapani è Medico Chirurgo specialista in Urologia, Andrologia e Radiodiagnostica con oltre 40 anni di esperienza. Dirigente medico del Policlinico Universitario (1986-2005) e poi Direttore della U.O.C. di Urologia dell’Ospedale Buccheri La Ferla (fino al 2021), ha visitato oltre 150.000 pazienti e realizzato oltre 5.000 interventi come primo operatore, inclusa la chirurgia testicolare. Con oltre 200 pubblicazioni scientifiche e il prestigioso Premio Mirò d’oro della Società Italiana di Andrologia, rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Nel suo studio privato a Palermo combina diagnostica precisa, chirurgia all’avanguardia e la sensibilità clinica maturata da decenni di pratica, confermata da oltre 50 recensioni positive verificate su MioDottore.
Cos’è il testicolo ritenuto
Il testicolo ritenuto, o criptorchidismo, è una condizione in cui uno o entrambi i testicoli non completano la naturale discesa nello scroto durante lo sviluppo fetale. Rimangono bloccati lungo il tratto anatomico che dovrebbero percorrere. Tipicamente nell’addome e nel canale inguinale. Si tratta di una delle forme congenite più frequenti dell’apparato genitale maschile. Riguarda circa il 3-5% dei neonati a termine, percentuale che sale considerevolmente nei nati pretermine.
Come avviene la discesa del testicolo
Durante lo sviluppo fetale i testicoli si formano inizialmente in prossimità dei reni, all’interno dell’addome. Migrano poi progressivamente verso il basso, attraversando il canale inguinale e raggiungendo lo scroto.
La discesa verso lo scroto non è casuale. La temperatura scrotale è di circa 2-4 °C inferiore a quella corporea interna. Questa è la condizione necessaria per la spermatogenesi, ossia la produzione degli spermatozoi, che negli anni successivi dipenderà da questo ambiente più fresco. Quando il testicolo resta in addome o nel canale inguinale, la temperatura elevata potrebbe compromettere lo sviluppo e la futura funzionalità.
Le forme di criptorchidismo: unilaterale, bilaterale, palpabile e non palpabile
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Il criptorchidismo può presentarsi in varie forme, con implicazioni cliniche differenti a seconda del caso. Queste possono essere:
- Unilaterale. Interessa un solo testicolo, è la forma più comune.
- Bilaterale. Interessa entrambi i testicoli, forma meno frequente ma clinicamente più delicata, soprattutto per le implicazioni sulla fertilità.
- Testicolo palpabile. Il testicolo è individuabile con la palpazione, pur non trovandosi nella sua sede naturale (ad esempio lungo il canale inguinale)
- Testicolo non palpabile. Il testicolo non è rilevabile all’esame obiettivo, situazione che richiede approfondimenti diagnostici più mirati per localizzarlo o confermarne un’eventuale assenza.
Va distinto dal criptorchidismo, il cosiddetto testicolo in ascensore o retrattile. Qui il testicolo si sposta in modo temporaneo tra scroto e canale inguinale per riflesso del muscolo cremastere. In questo caso non vi è una vera ritenzione.
Ancora differente è il testicolo ectopico. In questo caso il testicolo devia dal normale percorso di discesa e si posiziona in una sede anomala, esterna al tragitto naturale.
Cause e fattori di rischio
Le cause del criptorchidismo spesso sono multifattoriali. Ecco i principali fattori di rischio conosciuti:
- Prematurità. È il fattore di rischio più significativo, poiché la discesa testicolare avviene tipicamente nelle ultime settimane di gravidanza.
- Basso peso alla nascita.
- Fattori ormonali. Alterazioni nella produzione o nella risposta agli ormoni che regolano la discesa testicolare (in particolare gli androgeni).
- Familiarità. Una storia familiare di criptorchidismo ne aumenta il rischio.
- Fattori genetici o sindromici, in una minoranza di casi.
In una parte significativa dei casi non si individua una causa specifica. In questi casi si parla di criptorchidismo idiopatico.
Sintomi e diagnosi
Il testicolo ritenuto generalmente è asintomatico. Non provoca dolori o disturbi evidenti nel bambino. Il segno clinico principale è l’assenza del testicolo nello scroto. Spesso viene rilevato dai genitori o dal pediatra durante le visite di controllo di routine nei primi mesi di vita.
La diagnosi si basa su:
- Visita urologica/andrologica specialistica. Si tratta di un esame obiettivo per localizzare il testicolo e distinguere le diverse forme.
- Ecografia scrotale e inguinale. È utile per individuare i testicoli palpabili ma di difficile localizzazione clinica.
- Laparoscopia diagnostica. Viene riservata ai casi di testicolo non palpabile, quando gli esami di imaging non sono sufficienti a localizzarlo con certezza o a confermarne l’eventuale assenza (anorchia).
Quando trattare: la finestra terapeutica
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Il fattore tempo del trattamento è un aspetto cruciale nel criptorchidismo. Le linee guida internazionali raccomandano di trattare il testicolo ritenuto entro i 12-18 mesi d’età. Oltre questa finestra temporale il rischio di danno progressivo al tessuto testicolare aumenta significativamente. E con questo anche le possibili conseguenze sulla fertilità.
Trattamento medico: la terapia ormonale
In alcuni casi può essere proposta una terapia ormonale. Questa è basata sulla somministrazione di hCG (gonadotropina corionica umana). In casi più rari viene somministrata la GnRH con lo scopo di stimolare la discesa spontanea del testicolo.
Va sottolineato che l’efficacia di questo approccio è limitata. I tassi di successo in genere sono bassi. Proprio per questo la terapia chirurgica è il trattamento di riferimento nella maggior parte dei casi.
Trattamento chirurgico, l’orchidopessia
Il migliore trattamento chirurgico per il testicolo ritenuto è l’orchidopessia. È un intervento che consiste nel liberare il testicolo dalle strutture che ne impediscono la discesa per poi riposizionarlo nello scroto.
A seconda della posizione del testicolo l’intervento può essere:
- Monofase. L’intervento è eseguito in un’unica seduta operatoria. È indicato quando il testicolo è raggiungibile con relativa facilità.
- Bifase. Viene eseguito in due tempi chirurgici distinti, generalmente riservato ai testicoli molto alti o non palpabili. Questo per consentire una discesa progressiva e sicura.
L’orchidopessia, se eseguita in tempi raccomandati, ha un’alta percentuale di successo nel preservare la funzionalità testicolare.
Testicolo ritenuto nell’adulto
Anche se il criptorchidismo è in genere diagnosticato e trattato in età pediatrica, esistono alcuni casi che arrivino a diagnosi tardiva in età adulta. Questo è dovuto ad assenza di controlli nell’età infantile o per forme non riconosciute.
Se il testicolo è ancora vitale si può procedere con l’orchidopessia anche in età adulta. I risultati sono meno prevedibili rispetto al trattamento in età pediatrica.
Se il testicolo risulta atrofico, non più funzionale e in presenza di fattori di rischio aggiuntivi, può essere indicata l’orchiectomia, ossia l’asportazione chirurgica.
Complicanze se il testicolo ritenuto non viene trattato
Il mancato trattamento del criptorchidismo o un trattamento tardivo può esporre a diverse complicanze. Tra queste:
- Infertilità. Il testicolo ritenuto, esposto a una temperatura più elevata rispetto alla sua sede naturale, subisce un danno progressivo alla spermatogenesi, con riduzione della fertilità futura, soprattutto nelle forme bilaterali.
- Aumento del rischio di tumore testicolare. Il testicolo ritenuto ha un rischio di sviluppare neoplasie significativamente più alto rispetto al testicolo disceso correttamente, anche dopo l’eventuale correzione chirurgica, motivo per cui restano indicati controlli periodici nel tempo.
- Torsione testicolare. Il testicolo ritenuto ha una maggiore predisposizione alla torsione, condizione che richiede intervento chirurgico d’urgenza.
- Atrofia testicolare progressiva, con perdita della funzionalità dell’organo.
Domande frequenti
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Il testicolo ritenuto guarisce da solo?
Nella maggior parte dei casi, dove la discesa non è avvenuta entro i primi mesi di vita, il testicolo ritenuto non si risolve in modo spontaneo. È necessario un trattamento medico o chirurgico. Solo il testicolo retrattile tende a normalizzarsi nella crescita.
A quale età si opera il testicolo ritenuto?
Le linee guida raccomandano di intervenire chirurgicamente entro 12-18 mesi di età. In questo modo si riduce il rischio di danni progressivi alla funzionalità testicolare e si preserva al meglio la fertilità.
L’orchidopessia fa male?
L’orchidopessia è un trattamento chirurgico eseguito in anestesia. È generalmente ben tollerato con percorso post-operatorio che prevede un fastidio locale gestibile con comuni analgesici. I tempi di recupero sono generalmente brevi.
Il criptorchidismo causa infertilità nell’adulto?
Quando non trattato, o trattato tardivamente, può ridurre la fertilità, in particolar modo nelle forme bilaterali. Un trattamento tempestivo in età pediatrica riduce in modo significativo questo rischio
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