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Cura e trattamento delle cisti urologiche a Palermo
Il tumore del pene è una neoplasia rara, ma spesso scoperta tardivamente. Questo anche a causa di ritardi diagnostici legati a condizioni come la fimosi.
Per la valutazione tempestiva di qualsiasi lesione sospetta, per una visita tumore del pene a Palermo il punto di riferimento è il Dott. Danilo Di Trapani.
Il Dott. Di Trapani è Medico Chirurgo specialista in Urologia, Andrologia e Radiodiagnostica con oltre 40 anni di esperienza. Dirigente medico del Policlinico Universitario (1986-2005) e poi Direttore della U.O.C. di Urologia dell’Ospedale Buccheri La Ferla (fino al 2021), ha visitato oltre 150.000 pazienti e realizzato oltre 5.000 interventi come primo operatore, inclusa la chirurgia oncologica peniena. Con oltre 200 pubblicazioni scientifiche e il prestigioso Premio Mirò d’oro della Società Italiana di Andrologia, rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Nel suo studio privato a Palermo combina diagnostica precisa, chirurgia all’avanguardia e la sensibilità clinica maturata da decenni di pratica, confermata da oltre 50 recensioni positive verificate su MioDottore.
Cos’è il tumore del pene
Il tumore del pene, come già accennato, è una neoplasia rara. Ha un’incidenza contenuta nei Paesi occidentali e colpisce prevalentemente uomini anziani. Nel 95% dei casi si tratta di un carcinoma squamocellulare (spinocellulare) che origina dalle cellule dell’epitelio cutaneo del glande o del prepuzio. Queste, infatti, sono solitamente le zone più colpite.
Tipi di tumore del pene
Oltre al carcinoma squamocellulare, largamente predominante, esistono forme più rare. Queste sono:
- Carcinoma basocellulare del pene, a crescita lenta e basso potenziale di diffusione.
- Melanoma penieno, forma rara ma più aggressiva, che origina dalle cellule pigmentate.
- Altri tumori rari, come sarcomi o forme ghiandolari, decisamente meno frequenti.
Lesioni precancerose. Riconoscerle prima che diventino tumore
Alcune condizioni della pelle genitale sono considerate precancerose e vanno monitorate attentamente. Queste possono essere:
- Eritroplasia di Queyrat. Si tratta di una chiazza rossa, ben delimitata, sul glande.
- Malattia di Bowen. È una lesione simile, ma può interessare anche il corpo del pene.
- Lichen sclerosus (BXO). È un’infiammazione cronica della cute genitale, associata a un aumento del rischio di trasformazione maligna nel tempo.
- Condilomi giganti (tumore di Buschke-Löwenstein). Si tratta di lesioni verrucose voluminose da HPV, con potenziale di trasformazione maligna locale.
Il riconoscimento precoce di queste lesioni, tramite visita specialistica, permette di effettuare un trattamento tempestivo prima dell’eventuale evoluzione in carcinoma.
Fattori di rischio
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Ecco alcuni dei maggiori fattori di rischio del tumore al pene:
- Fimosi cronica non trattata. Favorisce l’accumulo di smegma e l’infiammazione persistente.
- Infezione da HPV (papillomavirus), viene riscontrata in una parte significativa dei carcinomi penieni.
- Scarsa igiene intima.
- Fumo di sigaretta.
- Età avanzata.
- La circoncisione, in particolare se eseguita in età infantile, è associata a un rischio significativamente più basso, per la minore esposizione cronica a smegma e infiammazione.
Sintomi, quando andare subito dall’urologo
Ci sono alcuni sintomi che non vanno assolutamente sottovalutati. Se si presentano è bene richiedere immediatamente una visita specialistica. Questi sono:
- Nodulo o ispessimento sospetto sul glande o sul prepuzio.
- Ulcera o ferita che non guarisce nel tempo.
- Prurito o sanguinamento persistente.
- Linfonodi inguinali ingrossati, importante segno di possibile diffusione.
- Difficoltà a urinare, se la lesione interessa il meato uretrale.
Qualunque lesione sospetta, che si protrae per più di una settimana, va sempre valutata da uno specialista, senza perdere tempo e attendere un peggioramento.
La fimosi può nascondere il tumore
Un aspetto molto insidioso è che la fimosi non trattata può mascherare la presenza di una lesione sotto il prepuzio non retraibile. Questo comporta un possibile e significativo ritardo per una diagnosi.
Proprio per questo, in presenza di fimosi persistente in un adulto, è sempre raccomandata una visita urologica. In questo modo possono essere escluse lesioni nascoste, prima di procedere a un trattamento conservativo.
Diagnosi
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Ecco i metodi migliori per effettuare una diagnosi del tumore al pene:
- Visita urologica/andrologica, con ispezione diretta della lesione.
- Biopsia, esame necessario per la conferma diagnostica certa.
- RMN peniena, utile per valutare l’eventuale invasione dei corpi cavernosi.
- Ecografia inguinale, necessaria per la valutazione dei linfonodi.
- TC, indispensabile per la stadiazione completa della malattia.
Stadiazione
La stadiazione segue il sistema TNM che considera l’estensione locale del tumore, dal carcinoma in situ, Tis, fino all’invasione profonda. Inoltre serve per capire il coinvolgimento dei linfonodi inguinali e l’eventuale presenza di metastasi a distanza.
Trattamento: preservare il pene quando possibile
Se possibile, l’approccio moderno privilegia la chirurgia conservativa. Questa serve a preservare funzione e anatomia dell’organo. Nello specifico può essere effettuata:
- Chirurgia conservativa con laser, per le lesioni superficiali e in situ.
- Glansdectomia parziale, con eventuale ricostruzione, nelle lesioni localizzate al glande.
- Amputazione parziale del pene, riservata ai casi più avanzati o non trattabili in modo conservativo.
- Radioterapia, opzione alternativa o complementare in casi selezionati.
- Chemioterapia, indicata negli stadi più avanzati o con metastasi.
- Linfoadenectomia inguinale, necessaria in presenza di coinvolgimento linfonodale.
Prognosi
La prognosi dipende strettamente dallo stadio alla diagnosi. Nelle forme localizzate e diagnosticate precocemente, la sopravvivenza e la probabilità di guarigione sono elevate. La presenza di metastasi linfonodali peggiora in modo significativo la prognosi. Anche in questo caso la diagnosi tempestiva rimane il fattore più determinante.
Prevenzione
È bene seguire alcune semplici regole e controlli in modo da poter prevenire, nel miglior modo possibile, il tumore al pene. Queste sono:
- Igiene intima quotidiana accurata.
- Vaccinazione anti-HPV, raccomandata anche per gli uomini.
- Trattamento tempestivo della fimosi, per ridurre l’infiammazione cronica.
- Circoncisione, in casi selezionati, come misura protettiva.
- Smettere di fumare.
Domande frequenti
Un nodulo sul pene è sempre segno di tumore?
No, molte lesioni cutanee del pene sono benigne o infettive. Bisogna però ricordare che qualsiasi nodulo, ulcera o lesione persistente va sempre valutata da uno specialista. In questo modo è possibile escludere con certezza un’origine tumorale.
Il tumore del pene si può guarire?
Sì, soprattutto se diagnosticato precocemente. Le forme localizzate hanno un’ottima prognosi con trattamenti spesso conservativi.
Con il tumore del pene, si perde sempre il pene?
No, quando possibile si privilegiano trattamenti conservativi quali laser e chirurgia parziale che preservano l’organo. L’amputazione è riservata ai soli casi più avanzati.
La fimosi aumenta il rischio di tumore del pene?
Sì, la fimosi cronica non trattata è un fattore di rischio riconosciuto. Questo perché può ritardare la diagnosi nascondendo eventuali lesioni sotto il prepuzio.
Dove fare una visita per il tumore del pene a Palermo?
Si può effettuare una visita per il tumore del pene presso lo studio privato del Dott. Danilo Di Trapani, specialista in Urologia e Andrologia con oltre 40 anni di esperienza.
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